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Politica Locale

Coronavirus in Piemonte. Continua a salire il numero dei guariti e in via di guarigione, impennata dei decessi, la criticità delle RSA. 600 letti in 17 strutture private per i pazienti affetti da Covid-19

AGGIORNAMENTO DEL 7 APRILE - Distribuite negli ospedali mille maschere Decathlon. 10 ventilatori donati da una comunità cinese. Il dato nazionale

7 Aprile
08:00 2020

Un bollettino di luci ed ombre quello riscontrato ieri sera e diffuso dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte. Il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è di 506 (72 in più di ieri) così suddiviso: 37 in provincia di Alessandria, 28 in provincia di Asti, 28 in provincia di Biella, 51 in provincia di Cuneo,  22 in provincia di Novara, 278 in provincia di Torino, 29 in provincia di Vercelli, 23 nel Verbano-Cusio-Ossola, 10 provenienti da altre regioni.

Altri 659 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e in attesa ora dell’esito del secondo. E’ un dato in costante crescita e fa ben sperare.

Salgono a  livelli inattesi, 93 (+46) i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19”: 16 in provincia di Alessandria, 4 in provincia di Asti, 5 in provincia di Biella, 8 in provincia di Cuneo, 4 in provincia di Novara, 43 in provincia di Torino, 6 in provincia di Vercelli  5 nel Verbano-Cusio-Ossola,  2 provenienti da altra regione. Come già emerso nei giorni precedenti un numero rilevante di decessi riguarda le RSA della provincia di Torino e  le strutture assistenziali.

In proposito, com’è emerso nel corso del dibattito in Commissione Sanità del Consiglio regionale dei circa 40.000 tamponi a oggi complessivamente effettuati in Piemonte, circa 3.000 hanno coinvolto le Rsa e di questi circa un terzo dei pazienti è risultato sospetto positivo.

Il totale complessivo è ora di 1.284 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 239 ad Alessandria, 61 ad Asti, 92 a Biella, 86 a Cuneo,  143 a Novara,  507 a Torino,  66 a Vercelli, 66 nel Verbano-Cusio-Ossola, 24 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

Sono 13.046 (+604) le persone finora risultate positive al “Covid-19” in Piemonte, in linea con l’incremento di domenica: 1.930 in provincia di Alessandria, 617 in provincia di Asti, 585 in provincia di Biella, 1.143 in provincia di Cuneo, 1.015 in provincia di Novara, 6.246 in provincia di Torino, 650 in provincia di Vercelli, 620 nel Verbano-Cusio-Ossola, 181 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 59 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 440, in lieve flessione.

Per affrontare in modo maggiormente efficace l’avanzare della morbilità, l’Agenzia per la Protezione Ambientale del Piemonte ha certificato 17 strutture sanitarie private che ospiteranno 589 pazienti affetti da Coronavirus. L’operazione è stata condotta in collaborazione con le Commissioni di Vigilanza di diverse ASL. I centri dove saranno accolti i malati sono distribuiti nelle provincie di Novara, Verbania, Alessandria, Torino e Biella. “Avevamo chiesto ad Arpa di aiutarci a individuare aree idonee ad ospitare malati di Coronavirus in strutture private - spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati - Con questa certificazione il sistema sanitario piemontese può contare su quasi 600 posti letto in più. La velocità in queste circostanze è fondamentale, e Arpa ha dato prova di efficienza e rapidità”.

L’emergenza da epidemia CoViD-19 aveva spinto la Regione Piemonte ad individuare delle “Rianimazioni e Terapie intensive e sub-intensive” private disposte ad accogliere pazienti attualmente ricoverati in «Rianimazioni e terapie intensive» pubbliche.

L’Organismo Tecnicamente Accreditante di Arpa Piemonte - che si occupa della verifica dei requisiti di accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private - ha messo a disposizione la propria base dati fornendo l’elenco delle «Rianimazioni e terapie intensive» attualmente accreditate ed i relativi posti letto.

Le strutture verificate sono state le seguenti:

Casa di Cura «Clinica Pinna Pintor» (TO)

Istituto Maugeri di Veruno (No)

Centro Ortopedico di Quadrante (COQ) di Omegna

Casa di Cura «I Cedri» Fara Novarese (NO)

Casa di Cura « Clinica Città di Alessandria» (AL)

Habilita Casa di Cura «Villa Igea» (Acqui)

Clinica «Santa Caterina da Siena» (TO)

Casa di Cura «Maria Pia Hospital» (TO)

Casa di Cura «Humanitas Cellini »(TO)

Casa di Cura «Mons. Luigi Novarese Moncrivello»

COQ (ulteriori 20 p.l.) (verifica documentale con parere)

Ospedale Civico di Settimo (Settimo T.se)

Presidio sanitario Ospedale Cottolengo (TO)

Ospedale Humanitas Gradenigo (TO)

Habilita Casa di Cura «I Cedri» (ulteriore reparto COVID/CAVS) (Fara Novarese - NO)

Casa di Cura «Clinica La Vialarda» (Biella)

Casa di Cura “Major” (TO)

 L’attività continua con la verifica di nella giornata di oggi della Casa di Cura “Clinica Salus” di Alessandria.

Tra le criticità emerse nelle scorse settimane, ha tenuto banco, con ripetuti interventi degli Ordini dei Medici e dei sindacati di categoria, la carenza di mezzi di protezione e di mascherine per i medici e gli infermieri che ogni giorno assistono i pazienti colpiti dal contagio, con rischi notevoli per la loro incolumità.

Era sorto anche un confronto critico tra la Regione e il Governo, a casa delle mancate forniture ed altri disguidi occorsi. La Regione ha parzialmente superato l’emergenza legata ai dispositivi di protezione.

“Come Unità di crisi abbiamo acquistato 2.010.000 mascherine e ne abbiamo ottenute 2.267.000 in donazione e 3.200.000 dalla Protezione civile. Abbiamo ricevute 57.000 mascherine Fp3 dalla Protezione civile e 1.195.000 di mascherine Fp2 dalla Protezione civile e 280.000 dall’Unità di crisi” Lo ha annunciato l’assessore alla Sanità Luigi Icardi che, con l’assessore al Welfare Chiara Caucino, è intervenuto alla seduta odierna della Commissione Sanità.

“I dispositivi – ha precisato l’assessore – sono distribuiti dall’Unità di crisi in tutte le province. Le criticità ancora presenti riguardano le mascherine Fp3 e i camici, dovuti in gran parte al blocco delle frontiere e alle giacenze del materiale nelle dogane. Restano difficoltà di approvvigionamento, anche perché la burocrazia non aiuta: Miroglio, per esempio, potrebbe triplicare la produzione, lavorando anche in uno stabilimento estero, ma tale possibilità al momento è preclusa. Ci auguriamo sia superata”.

Ieri è finalmente giunta una ulteriore precisazione, perché sono un migliaio le maschere da snorkeling Decathlon che l’Unità di crisi del Piemonte ha adattato e distribuito agli ospedali piemontesi per i trattamenti di insufficienza respiratoria dei malati covid.

“In tempo di emergenza – osserva l’assessore regionale Icardi -, il Piemonte sta dimostrando di saper fare sistema attraverso le sue risorse migliori, professionali e di comune generosità. Davvero un bell’esempio per tutti, del quale siamo orgogliosi e grati”.

Il progetto originario di adattamento delle maschere Decathlon è di un’azienda di Brescia, che lo ha messo gratuitamente a disposizione di tutti, mentre l’azienda Ergotech di Settimo Vittone, sempre gratuitamente, si è messa a disposizione per stampare su linea industriale i raccordi in plastica necessari per la modifica dell’apparecchiatura.

Parallelamente, l’Unità di crisi ha raccolto le donazioni spontanee delle maschere Decathlon (700 regalate direttamente da Decathlon, 200 dall’Ordine dei medici del Piemonte, 50 dalla Protezione civile di Alessandria, oltre a quelle consegnate dai singoli cittadini), interagendo con l’azienda per riassemblarle e distribuirle agli ospedali, con tanto di video-tutorial per il loro corretto montaggio e utilizzo da parte di medici e operatori sanitari.

«Si tratta di una maschera da usare in stato di necessità – precisa Icardi -, quando non c’è altro modo di agire a beneficio del paziente che manifesti insufficienza respiratoria grave, cioè quando non siano disponibili i presidi utilizzati in questi casi, come i caschi Cpap e le maschere Fullface.

La “validazione” delle maschere Decathlon è stata prodotta direttamente dall’Unità di crisi della Regione Piemonte, fermo restando che il prodotto non è stato certificato dall’Istituto superiore di Sanità, né autorizzato dal Ministero della Salute. Sul piano clinico – rileva l’assessore -, le maschere hanno ottenuto un ottimo riscontro, contribuendo in modo decisivo a risolvere situazioni drammatiche

La Fondazione benefica cinese “Zhejiang Anfulisheng” ha acquistato e donato all’Unità di crisi della Regione Piemonte 10 ventilatori polmonari per terapie sub-intensiva, per un valore di circa 80 mila euro. I costi del trasporto sono stati coperti dal governo di Wenzhou, mentre tutta la gestione amministrativa relativa all’acquisto e al trasporto in Italia dei dispositivi è stato reso possibile dall’impegno dei volontari dell’Angi (Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese).  

I 10 ventilatori sono stati consegnati dai rappresentanti dell’associazione direttamente all’assessore alla Sanità, che ha provveduto a distribuirli sul territorio tramite l’Unità di crisi della Regione Piemonte: 4 all’ospedale di Verduno, 2 al Mauriziano di Torino, 2 all’Asl di Vercelli e 2 all’Asl di Alessandria.

A livello nazionale, calano ancora i malati di coronavirus ricoverati nelle terapie intensive: sono 3.898 i pazienti nei reparti, 79 in meno rispetto a domenica. Di questi, 1.343 sono in Lombardia. Dei 93.187 malati complessivi, 28.976 sono poi ricoverati con sintomi - 27 in più rispetto a ieri - e 60.313 sono quelli in isolamento domiciliare. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile.

Sono 16.523 le vittime dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a ieri di 636. Domenica l'aumento era stato di 525. Le persone guarite sono 22.837, 1.022 in più di ieri. I dati confermano sostanzialmente il trend confortante che vediamo da qualche giorno, per efficace misure di contenimento.

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