Reg. Stampa num.22 del Tribunale Ordinario di Torino - 11 Marzo 2011

redazione@civico20news.it

Politica Locale

Coronavirus in Piemonte. La prevalenza dei guariti, sui deceduti. Cirio” Il perché delle misure di contenimento della morbilità”

AGGIORNAMENTO DELL' 8 APRILE. Il cordoglio per la morte del maresciallo dell’esercito Massimiliano Taddeo. Il dato nazionale. L’impressionante numero di decessi tra gli infermieri e i medici.

8 Aprile
08:00 2020

Per la prima volta il dato giornaliero dei pazienti guariti supera di gran lunga i deceduti ed anche  il numero dei pazienti ricoverati nei centri di rianimazione sta scendendo.

L’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia è di 613 (107 in più di ieri): 42 in provincia di Alessandria, 30 in provincia di Asti, 31 in provincia di Biella, 70 in provincia di Cuneo,  25 in provincia di Novara, 339 in provincia di Torino, 34 in provincia di Vercelli, 31 nel Verbano-Cusio-Ossola, 11 provenienti da altre regioni.

Altri 752 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

Sono 65 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi, di cui 20 al momento registrati nella giornata di oggi.

Il totale complessivo è ora di 1.349 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 252  ad Alessandria, 62 ad Asti, 95 a Biella, 20 a Cuneo, 144 a Novara, 542 a Torino,  71 a Vercelli, 67 nel Verbano-Cusio-Ossola, 24 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

Sono 13.434 (+ 388)le persone finora risultate positive al “Covid-19” in Piemonte: 1.966 in provincia di Alessandria, 633 in provincia di Asti, 594 in provincia di Biella, 1.190 in provincia di Cuneo, 1.075 in provincia di Novara, 6.425 in provincia di Torino, 670  in provincia di Vercelli, 633 nel Verbano-Cusio-Ossola, 184 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 64 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I  ricoverati in terapia intensiva sono 429, in costante diminuzione

La Regione Piemonte, al fine di ottimizzare il funzionamento delle strutture sanitarie adibite a Covin -19, ha pubblicato l'avviso per il reclutamento di operatori socio-sanitari a tempo determinato da destinare all'Asl CN2 Alba-Bra. C'è tempo fino all'11 aprile per rispondere.

In questi giorni si è  animato il dibattito generato anche dalla norme restrittive emanate dalla giunta regionale del Piemonte, in materia di contenimento al espansione del contagio e pubblicate ieri su Civico20News.

Sull’argomento è intervenuto in modo articolato il presidente Alberto Cirio: "Prima ne usciamo prima ripartiamo, ma per farlo dobbiamo essere inflessibili col rigore del contenimento. Da noi è iniziato tutto con una decina di giorni di ritardo rispetto a Lombardia e Veneto, quindi è normale che abbiamo qualche tempo di ritardo. Questo ci impone l'assoluto rigore. Noi siamo stati rigorosi sin da subito, abbiamo chiuso da subito le scuole, dopo Carnevale, anche quando si poteva tenerle aperte, perché abbiamo voluto mantenere il contenimento massimo e abbiamo tuttora ordinanze molto più restrittive rispetto ad altre Regioni d'Italia".

L’altro argomento di vitale importanza, toccato da Cirio, riguarda l’opportunità di imporre l’uso della mascherina a tutti coloro che si recano in locali commerciali,  in analogia di quanto già adottato in altre regioni: “ La Regione Piemonte sta predisponendo un contingente di mascherine da donare alla popolazione perché oggi una mascherina può costare anche 10-15 euro ed è difficilissimo trovarle": lo ha dichiarato il presidente Alberto Cirio, che prosegue "Ci sono persone e famiglie che fanno faticano a pagare la ricarica del telefono alla fine del mese - ha osservato - Obbligarle a comprare una mascherina, con la difficoltà di trovarla e di doverla pagare, credo sia una regola di difficile attuazione e non è rispettosa delle esigenze delle persone. Finché non riusciremo ad avere una disponibilità complessiva per tutti credo che mettere l'obbligo sia al momento inopportuno, anche se c'è una raccomandazione forte per tutti, quella di indossarla quando si esce”.

Abbiamo più volte parlato della carenza di dotazione di mascherine e mezzi di protezione per medici ed infermieri che operano a contato con i pazienti affetti da Covin-19. Da verifiche effettuate nel pomeriggio di ieri, ci risulta che la situazione non sia ottimale e, in molti reparti si viva alla giornata, sperando che le forniture possano arrivare.

C’è un gran concorso di medici, privati cittadini e organizzazioni di varia natura che cercano di sopperire, pagando di tasca propria. Le stesse fonti ci dimostrano che, al di fuori dell’elefantiasi dello stato e delle norme capestro della regioni, le forniture potrebbero arrivare in temi certi.

In proposito, con lo sguardo rivolto anche al dopo, il presidente Cirio ha ribadito un concetto che già aveva espresso la governo, ottenendo purtroppo risposte negative: "Dobbiamo essere chiari e convincerci che questa è una guerra e per ripartire da una guerra bisogna mandare in quarantena la burocrazia, altrimenti la fase 2 sarà difficilissima. E se avremo le risorse non avremo la possibilità di darle con facilità e immediatezza a famiglie e imprese".

A nostro parere questa sarà la via obbligata e non solo per il comparto sanitario, ma per la ripresa del Paese e della nostra Regione.

Una brutta notizia ha raggiunto ieri pomeriggio, tutti coloro che operano nell’Unità di Crisi: “Al dolore per le vite che si sono spente oggi si aggiunge anche la nostra profonda tristezza per la morte, in un incidente stradale, del maresciallo dell’esercito Massimiliano Taddeo, da settimane al nostro fianco, qui all’Unità di crisi, nell’affrontare questa difficile situazione. Alla sua famiglia va tutto il nostro affetto e la riconoscenza per l’impegno e la dedizione con cui ha sempre lavorato sul campo - sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, insieme agli assessori alla Sanità Luigi Icardi e alla Protezione Civile Marco Gabusi -; al nostro cordoglio si unisce quello di tutta l’Unità di Crisi e dei volontari della Protezione civile che operano in Corso Marche”

Ieri in Italia si è avuto un sensibile dei nuovi malati per coronavirus. Sono complessivamente 94.067 i malati, con un incremento rispetto a ieri di 880, vale a dire meno della metà dell'incremento di lunedì quando erano stati 1.941. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - è di 135.586

Sono 3.792 i pazienti nei reparti di terapia intensiva, 106 in meno rispetto lunedì. Di questi, 1.305 sono in Lombardia. Dei 94.067 malati complessivi, 28.718 sono poi ricoverati con sintomi - 258 in meno rispetto a ieri - e 61.557 sono quelli in isolamento domiciliare. Sono 17.127 le vittime dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a lunedì di 604. Lunedì l'aumento era stato di 636. Sono 3.792 i pazienti nei reparti di terapia intensiva, 106 in meno rispetto a lunedì. Di questi, 1.305 sono in Lombardia. Dei 94.067 malati complessivi, 28.718 sono poi ricoverati con sintomi - 258 in meno rispetto a ieri - e 61.557 sono quelli in isolamento domiciliare.

Sembra che si inizi a vedere una diminuzione di nuovi casi, Continueremo a seguire giornalmente l’evoluzione.

    

Cresce invece il numero dei morti tra i medici e gli infermieri. Da inizio epidemia sono 26 gli infermieri deceduti per Covid-19 e 6.549 i contagiati, ben 1.049 in più rispetto a sabato scorso. I dati sono stati resi noti dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi), che sottolinea come nel giro di 48 ore il numero di positivi tra gli infermieri sia pari a un terzo dei contagiati totali nello stesso periodo di tempo. E indica che è la categoria sanitaria che conta il maggior numero di positivi: il 52% di tutti gli operatori.

E altri 5 medici hanno perso la vita a causa dell'epidemia di Covid-19. Il totale dei decessi, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), sale così a 94.

Condividi l'articolo

Autore dell'articolo

Commenti all'articolo