L'EDITORIALE della DOMENICA di CIVICO20NEWS – Enrico S. Laterza : La strategia degli indecenti (e la tragedia degli indigenti)

Incompetenza e avidità locali e globali han sacrificato al mostro coronavirus i più poveri e indifesi, i nonnini degli ospizi e i degenti nei nosocomi insieme al personale medico impegnato in-prima-linea

Non credevo alle mie orecchie, a sentire la notizia: per alleviare il devastante impatto iniziale della tremenda ondata epidemica sui nosocomi, l’idea geniale degli amichevoli amministratori locali fu di inoculare in cliniche e case di (eterno) riposo – dietro ovvi rimborsi ai gestori – una considerevole dose di pazienti positivi al covid-19. Esito esiziale. Il cavallo-di-Troia di questi ignari “untori” contaminanti, magari non adeguatamente isolati all’interno delle strutture, ha implacabilmente decimato i nostri adorati nonnini, che avevamo invece proclamato di voler tutelare ad ogni costo (al punto che la plantigrada matrigna dello stra-Vecchio in-Continente, Ursula von der Leyen, suggerisce, per precauzione, di mummificarli ed incarcerarli ai domiciliari in saecula saeculorum…). Un “massacro”, l’ha chiamato l’OMS. L’INPS risparmia e giubila.

Nella catastrofica crisi, abbiamo abbandonato anche gli eroici camici-bianchi o blu che combattono in trincea: il personale, talvolta non equipaggiato coi necessari presìdi di sicurezza, è stato spesso lasciato indifeso nell’emergenza e alcuni pronto-soccorsi (come ad Alzano) si son rivelati gravi focolai di diffusione virale.

Si spiegherebbe così, insieme a varie avariate concause, l’abnormemente elevata percentuale di decessi sul numero complessivo dei contagiati in Italia rispetto a diverse nazioni europee e mondiali (fidandoci dei dati forniti).

Proprio la molto vantata (in)sanità lombarda (reduce dalle “cure” formigoniane di ingrassamento degli interessi privati clientelari a spese del servizio-pubblico e dimagrimento della copertura territoriale dei medici-di-base, quasi “inutili”, secondo Giorgetti), con esempi eclatanti, tra cui il famigerato Pio Albergo Trivulzio (o Baggina) di manipulita memoria, oggi sotto inchiesta giudiziaria (per mettere in galera Gallera o il cadaverico Fontana?), e quella del Piemonte (ta/gliuz/zata, lungo un decennio, per colmare l’ammontare della voragine infernale dell’invernale debito olimpico), con parecchie RSA, dal Torinese al Canavese, dal Vercellese al Cuneese, da Biella ad Asti, da Tortona a Novara, in un frangente pietoso di silenzioso semi-sterminio degli anziani e quindi pure esse nel mirino della magistratura, soffrono di una preoccupante, inquietante, agghiacciante condizione di pericolo sia per i ricoverati sia per gli operatori.

Per buona-grazia, ci han pensato in Parlamento, tramite emendamenti sinistri e destri, di maggioranza (a firma del pidino ex renziano Andrea Marcucci, fratello di Paolo, boss del gruppo industriale di famiglia, il colosso farmaceutico Kedrion) e minoranza (il fiero Salvini, che, però, appena avvertito, l’ha ritirato), a “scudare” i relativi dirigenti aziendali, regionali e governativi, evitando loro i connessi fastidi legali-penali ed eventuali richieste di risarcimento da parte dei congiunti delle vittime innocenti, malati, dottori, infermieri o assistenti (gli Ordini e le Associazioni professionali di categoria hanno energicamente protestato per il “colpo-di-spugna”, gridando allo scandalo e alla beffa oltre il danno).

A sorte simile sembrano destinati gli “ultimi”, i più deboli, i poveracci senza-tetto (impossibilitati ad osservare gli insulsi incancellabili #hashtag di #prigionia in-house), gli occulti precari in nero e il mite gregge non immune dei piccoli imprenditori e commercianti, già prima con-l’acqua-alla gola e adesso inermi prede dei lupi-mannari cravattari e dell’unica realtà davvero organizzata del Belpaesello dello Stivaletto, la criminalità di Mafia, Camorra, ’Ndrangheta, Sacra Corona (denominazione azzeccata) eccetera.

Etimologicamente passata una Pasqua quaresimale in quarantena, con chiese chiuse, o svuotate, nell'ammutolito deserto urbano, ecco dunque la triste strage degli indigenti e dei degenti. Esseri-umani cremati (sulle ceneri l’autopsia non sarà praticabile; s’azzerano le prove di ipotetici reati o irregolarità, incompetenze o leggerezze, errori o orrori), derubati del conforto e del pianto dei figli e nipoti. Oscurati. Scomparsi.

All’indegno bestiario degli indecenti profittatori strategici, in un momento tanto tragico per la collettività, dobbiamo poi annoverare i volponi e gli sciacalli che vendono a prezzi gonfiati (con aumenti dal 650 al 1700%) i beni indispensabili, resi rari, quali le introvabili mascherine (non carnascialesche) chirurgiche e/o filtranti, i respiratori e i gel igienizzanti, con l’umile alcol denaturato assurto alle vette di valutazione di un nobile scotch whisky single-malt delle Highlands. In tempo di guerra, a costoro era riservata la fucilazione sul posto. Mentre ora ci si ostina a perseguitare con blocchi-stradali, certificazioni e inquisizioni, telecamere spione, droni impiccioni, termorilevatori, scanner facciali e museruole, multe salatissime e minacciose denunce il cittadino onesto che – non essendo uno spacciatore garantito – ardisca appoggiarsi ad una panchina o osi praticare footing solitario a troppi millimetri di distanza dalla sua abitazione-cella… (cfr. l’inerente articolo di Carlo Mariano Sartoris, uscito ieri su Civico20 News [link], e il recente pungente pezzo scritto sul tema da C. Nico Venti [link])

Impanicati e impiccati, tamponati e tampinati, irretiti e rincretiniti, repressi, compressi e depressi, kierkegaardianamente angosciati e disillusi nella profetica Speranza d’un vaccino che arrivi nell’autunno del bi-bisesto funesto 2020, per la (il)liberatoria “fase 2” (o Phase IV [link]?) di prudenziale riapertura – ma quandomai?! – dovremo accettare controlli esacerbati, rintracciabilità e limitazione dei contatti, inedite censure a “inalienabili” prerogative costituzionali individuali e inaudite violazioni della riservatezza, degne dell’OVRA o della Stasi, preludio alla prossima tirannia digitale inglobalizzante, meticolosamente collaudata in Asia sul bovino popolino-cavia coreano e, naturalmente, sui simpatici biocomiofagi (cioè mangiatori di topi vivi) sudditi confuciani del celestiale Imperatore sino-socialcapitalista Xi, cui bisogna che l’intero Pianeta continui a dimostrare imperitura riconoscenza per il salutare dono del fetente microbo di Wuhan (non si sa se originato dai pipistrelli del mercato – dove forse manco ce n’erano – o del vicino laboratorio, tacciato dall’intelligence americana di trastullarsi nell’azzardo di rischiosi esperimenti), che ci sta facendo vedere i proverbiali sorci-verdi.

Dal Grande Fratello al Gigagemello. Fine della sedicente Democrazia.

Meglio morire.

 

Enrico S. Laterza

 

 

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Articolo pubblicato il 19/04/2020