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“Gradini nel buio. Mistero nei sotterranei di Torino”

Romanzo di Piergiuseppe Menietti

La copertina
15 Giugno
07:45 2013

Piergiuseppe Menietti è noto per le sue ricerche storico-artistiche, dedicate a Torino. In questo romanzo con suggestioni investigative ha riversato le sue vaste nozioni di studioso delle gallerie della Cittadella e di Torino in generale. Ne è nata una vicenda garbata, ambientata nella Torino del 1968, dove la trama di fantasia e le solide nozioni si uniscono per una “epopea” delle gallerie sotterranee, soprattutto nella tragica realtà di rifugi antiaerei nel corso della seconda guerra mondiale.

 

Leggiamo in IV di copertina:

 

“Dalle antiche gallerie trae origine una vicenda nella quale la Torino del Settecento si lega a quella della seconda guerra mondiale, attraverso la torbida storia di un professore posseduto da desideri di grandezza e tormentato da un amore tardivo. Nella Torino del 1968, scossa da scioperi e contestazioni, Giulio Ferraro studia architettura e lavora nell'impresa edile del padre, un geometra dall'indole pratica, socio di un architetto intellettuale. La vita di Giulio cambia quando conosce un archeologo con il quale inizia delle esplorazioni nei sotterranei della ex cittadella”.

 

E non si dice di più perché, anche se non si tratta di un classico “giallo”, la trama intrigante prevede, come già detto, delle suggestioni investigative e non si vuole rovinare la sorpresa…

 

Il racconto procede avvincente anche senza morti, senza sangue, senza violenze: Menietti è narratore che evita non solo le scene violente, ma anche le risse verbali, le parolacce, le situazioni scabrose e le telecronache coitali in diretta e in differita.

 

I suoi personaggi sono tutti torinesi “allineati” e funzionali allo svolgimento del racconto della “epopea” delle gallerie sotterranee. Compare in scena, anche se di sfuggita, il generale Guido Amoretti, nel suo ruolo di curatore del Museo Pietro Micca.

 

Questo atteggiamento narrativo di Menietti ricorda i “gialli” di Gianna Baltaro, dove l’ambientazione torinese assume particolare rilievo e quasi vita propria.

 

Ritengo che in Menietti affiori anche un pensiero non troppo recondito, quello di incuriosire alla storia della Cittadella chi non la conosce, una sorta di proselitismo che, come suo “ex allievo” nel Gruppo Scavi, considero più che meritorio.

 

È arduo giudicare un prodotto di fantasia di un personaggio che conosci come studioso e saggista, ancor di più se di questo personaggio sei amico: oltre a valutare quanto abbia contribuito il suo bagaglio di nozioni sull’argomento, ti chiedi, inconsciamente, quanto ci sia di personale e così alimenti una “dietrologia” fuori luogo.

 

Non dico di esserne stato immune nel corso della lettura, ma questa “dietrologia” non affiora in quanto scrivo per esternare il mio apprezzamento non solo per il romanzo dell’amico Menietti, ma anche per il suo coraggio di “saltare” dalla saggistica al romanzo.

 

Il libro è stato presentato martedì 28 maggio presso il Salone d’onore di Palazzo Barolo con la partecipazione dell’autore Piergiuseppe Menietti e di Laura Audi, Direttore tecnico della Somewhere Tours & Events.

 

Piergiuseppe Menietti, “Gradini nel buio. Mistero nei sotterranei di Torino”, Editrice Il Punto Piemonte in Bancarella, Torino, 2013, pag. 288, prezzo € 8,00.

 

 

 

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