Di tutto un po'

Articolo scritto da Mauro Bonino

25 Giugno 2014

La storia negata: le responsabilità della giustificazione sulla Tratta degli Schiavi Africani

Ambiguità e reticenze avvolgono le Bolle di Papa Niccolò V

Sulla Tratta degli Schiavi Africani si sono cimentati autorevoli storici producendo una documentazione imponente in merito. L’ argomento riguarda il tragico destino di 11 o forse 13 milioni di esseri umani che furono strappati brutalmente dalle loro terre per essere schiavizzati nelle Americhe.

Un genocidio praticamente dimenticato o volutamente sminuito.

Migliaia di documenti, sepolti negli archivi riservati e forse segreti sono stati passati al setaccio e rivisitati da diverse posizioni interpretative ed ideologiche da una enorme schiera di studiosi, raggiungendo una conoscenza storica sufficiente per argomentare a ragion veduta.

Pertanto si potrebbe concludere che attualmente non dovrebbero esistere più aree di incertezza e di discontinuità documentale.


Invece sorge un grande dubbio.

Esiste ancora una questione che merita di essere approfondita e chiarita in modo definitivo, al fine di evitare speculazioni di parte, sicuramente faziose, che mortificherebbero la tanto ricercata verità storica.

Si tratta della Bolla di Papa Niccolò V, “Dum diversas” accompagnata dal breve “Divino amore communiti” del 16 giugno 1452, seguita dalla Bolla “Romanus Pontifex” dell’ 8 gennaio 1454, che offrirebbero una legittimazione della schiavitù, autorizzando il Re portoghese Alfonso V a conquistare “... le terre dei non credenti, a scacciare i loro abitanti, a soggiogarli e costringerli alla schiavitù eterna ...”. Questo il significato sintetico delle “disposizioni” Papali.

Questa è la tesi sostenuta da una consistente fazione di storici che individuano in questo specifico evento il coinvolgimento giustificazionista della Chiesa dell’ epoca nella tragica e disumana realtà della Tratta degli Schiavi Africani.

Per verità storica è doverosamente necessario ricordare che la Tratta degli Schiavi era la risposta aberrante alla domanda insaziabile di manodopera a costo zero delle Colonie Americane, dove il capitale speculativo delle diverse Compagnie delle Indie (le Multinazionali dell’ epoca operanti nei più importanti Stati Europei) giocavano un ruolo economico–finanziario determinante , supportato attivamente dai mercanti schiavisti arabi in combutta con i Ras locali africani, crudeli e sanguinari razziatori delle popolazioni di colore assoggettate alle periferie delle loro aree geografiche di influenza politica.

Senza voler prendere posizione a favore o meno rispetto a questa tesi, ribadendo la totale neutralità ed un doveroso e giusto distacco, resta in ogni caso un dato decisamente curioso: il fatto che le Bolle Papali di Niccolò V siano sempre state prudentemente emarginate dalla divulgazione generale al grande pubblico.

Al riguardo non esistono citazioni, riferimenti, ecc., sui libri scolastici dei diversi gradi di istruzione, se non nei circuiti riservati a studiosi specialisti del problema. Tutto questo onestamente invita a qualche immancabile e legittimo sospetto, creando nel contempo su Internet una fiumana di riferimenti errati, di mezze verità, dove posizioni clamorosamente diffamatorie si alternano a quelle frettolosamente assolventi.

Una bolgia di contraddizioni inaccettabili da cui prendere doverosamente le distanze.

In un periodo storico in cui la grandezza spirituale ed umana di Papa Giovanni II ha riconosciuto le colpe storiche della Chiesa Cattolica su tanti gravi episodi, tra cui la responsabilità nella Tratta degli Schiavi, e tutto questo riconfermato senza esitazione da Papa Francesco, ogni resistenza a chiarire il vero significato delle Bolle di Papa Niccolò V, dovrebbe cessare.

La verità storica dei grandi eventi epocali, prima o poi è sempre emersa nella sua completa correttezza e sarebbe utile, nell’ interesse generale, che questa ora potesse emergere in modo esaustivo e definitivo.