Cronaca Internazionale

"Kiev 20 febbraio 2015"

Dal nostro inviato Mauro Voerzio

Si e’ svolta nella giornata odierna la commemorazione dei caduti della Rivoluzione di Maidan di un anno fa. Durante tutto il giorno i cittadini di Kiev hanno reso omaggio sulla via Instituska agli eroi della Nebesna

Sotnia, fiori e lacrime in un silenzio assordante accompagnavano chiunque si fosse trovato in quel tratto di strada.

Nel primo pomeriggio la via e’ stata chiusa per motivi di sicurezza ed anche per gli ultimi preprativi in vista deil culmine con la cerimonia serale.

Intorno le 19 e’ arrivato a piedi il Presidente Poroshenko e non appena inquadrato dai grandi schermi si sono levati dei cori spontaneii di “vergogna vergogna”. Si temeva a quel punto una contestazione anche connessa ai recenti fatti di Debaltseve. Passati pochi attimi di tensione il Presidente ha preso la parola e con un discorso durato non piu’ di dieci minuti ha saputo ricompattare il suo popolo, un discorso pronunciato con piglio deciso che ha spento qualsiasi contestazione e che lo ha visto uscire ancora una volta come il Comandante in Capo del suo popolo. L’inno Ucraino eseguito dall’orchestra e cantato all’unisono.

Al termine nessun applauso come del resto in nessun momento della serata, l’impressione era quella di assistere ad una grande funzione liturgica sotto il cielo. Un minuto di silenzio che diventava assordante in quella piazza, le quarantamila persone presenti non fiatavano, solo qualche singhiozzo per le tante lacrime che cominciavano ad inumidire gli occhi di tutti.

Iniziava cosi’ il concerto dell’orchestra sinfonica di Kiev che eseguiva il requiem di Mozart. Sugli schermi scorrevano le immagini dell’orchestra mixate con quelle degli scontri epici dei giorni della Rivoluzione ed ancora i ritratti di tutti i caduti. Il palco autorita’ affollato non aveva alcuna sedia, chi assisteva lo faceva in piedi. Nel cielo si stagliavano i cento faretti predisposti dai vari punti della Instituska, coni di luce che si univano simbolicamnte a formare una unica grande luce.

Terminava il Requiem, il Ministro della Cultura recitava una poesia dedicata alla Nebesna Sotnia e poi iniziava la parte piu’ toccante della serata, iniziava l’esecuzione del Requiem Ucraino, quello che tutti noi che abbiamo vissuto Maidan ci fa ripiombare con la mente a quei tristi momenti. A questo punto anche i piu’ forti non riuscivano a trattenere le lacrime, la commozione pervadeva ogni angolo della piazza, nessuno parlava, nessuno si muoveva. Sembravano interminabili quei dieci minuti sino a che la sicurezza rimuoveva le transesse e permetteva a tutti di incamminarsi in un silenzioso corteo sulla via Instituska a rendere l’ennesimo omaggio agli Eroi. Un fiume umano invadeva la via e sembrava guardando al cielo che realmente i caduti fossero presenti.

Ancora una volta il popolo Ucraino era compatto ed unito, forse ferito ma mai domo. Domani e’ un’altro giorno e la guerra che sta divorando la miglior gioventu’ del paese non e’ ancora finita ma i nemici dell’Ucraina devono sapere che “non e’ morta l’Ucraina”.