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Cronaca Internazionale

Arrestato mercenario britannico della DNR

Un britannico che si era unito in Ucraina orientale con le milizie terroristiche della DNR è stato incarcerato. Benjamin Stimson, di Oldham Manchester, è stato dichiarato colpevole del reato di terrorismo previsto dalle leggi del Regno Unito.

16 Luglio
11:30 2017

Il quarantunenne, è il primo britannico coinvolto nel conflitto ucraino ad affrontare le accuse. Nell’agosto del 2015  viaggiò a Mosca prima di entrare illegalmente nell'Ucraina orientale.per unirsi alle cosiddette milizie della DNR.

Stimson ha pubblicato delle foto che lo ritraggono su Facebook mentre imbraccia un AK-47 e ha riassunto il Donbass come "vodka, donne e pistole".

Nel novembre del 2015, è tornato nel Regno Unito dove è stato arrestato all'arrivo all'aeroporto di Manchester. È stato successivamente condannato ad una pena detentiva di cinque anni e quattro mesi. Stimson, da parte sua ha ammesso di aver preso parte alle azioni terroristiche. Suo padre Martin ha dichiarato : "Siamo sorpresi dalla sentenza. È troppo pesante. Vorrei che mio figlio non fosse mai andato lì, mi dispiace molto, pensavo che fosse andato a lavorare in una fattoria".

Il caso di Benjamin Stimson è insolito, ma dimostra che la legislazione sul terrorismo non è incentrata solo sui reati di matrice islamica. La destinazione di Stimson era naturalmente diversa da Siria o Iraq, ma il reato era lo stesso, reato definito dalla legge britannica sul terrorismo.

Secondo la legge britannica (ma vale anche per la legge italiana), un atto di terrorismo si ha quando si ricorre alla violenza o alla sua minaccia, per influenzare un governo o un popolo per una causa ideologica. La decisione di Stimson di sostenere una milizia che attacca un governo legittimo è pertanto configurabile dalla legge come un atto di terrorismo.

Questa sentenza è destinata a muovere le acque anche nelle Procure italiane. Sino adesso le Procure hanno, forse per motivi diplomatici, tenuto sotto traccia le questione, cercando di far finta che il problema non sussiste. I numeri dei casi di italiani mercenari arruolati nella DNR (si parla di più di trenta persone) però sono tali che prima o poi scoppierà il bubbone anche in Italia, magari dietro richiesta della Procura ucraina.

A differenza del Regno Unito, in Italia si è permessa l’apertura di una sede di rappresentanza dell’organizzazione terroristica DNR, unico caso in Europa, ed addirittura ci sono politici italiani che supportano ideologicamente e materialmente gli italiani che combattono in tale organizzazione.

Aldilà delle motivazioni ideologiche o finanziarie che portano soggetti  italiani (perlopiù di formazione politica neofascista o di estrema sinistra) ad arruolarsi nelle suddette milizie, ci si deve  porre il problema di cosa faranno queste persone una volta rientrate in Italia. Difficilmente è immaginabile che chi per anni ha sparato e ucciso potrà riconvertirsi ad un lavoro di ufficio. Ecco che allora potrebbero andare ad ingrossare le fila della malavita organizzata o trasformarsi a loro  volta in cellule interne pronte a colpire magari al soldo di qualcuno.

In un paese tutto rivolto ad attenzionare il terrorismo islamico, ma dal passato con un importante terrorismo autoctono, non si può sottostimare il pericolo di questa minaccia interna, che è pubblica e sotto gli occhi di tutti.

 

 

 

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