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L'EDITORIALE DELLA DOMENICA DI CIVICO20NEWS - Francesco Rossa: Francia. L’impunità dei jihadisti facilita la crescita del terrorismo?

L’interrogativo che milioni di europei si pongono al verificarsi dei crimini sanguinosi da parte dei “soldati dell’Isis”

16 Dicembre
09:00 2018

In uno scontro a fuoco con i poliziotti francesi è morto nella serata di giovedì scorso, mentre cercava di fuggire, nei pressi del quartiere ove risiedeva, il maghrebino Cherif Chekatt di 29 anni che a Strasburgo martedì 11 dicembre, gridando “Allah u akhbar” mentre sparava sulla folla assiepata al mercatino di Natale,

aveva ucciso 3 persone ferendone 9, (sei gravi, fra cui il giornalista italiano Antonio Megalizzi, morto dopo atroci sofferenze nel pomeriggio di venerdì scorso).

La repentina conclusione pone momentaneamente fine ai timori di quanti temevano rinnovati attacchi in altre zone della Francia o addirittura in Germania o in Svizzera da parte del folle killer già rivendicato come” soldato” da parte dell’Isis.

L’attentatore, ferito a una mano, era fuggito dalla scena del crimine "prendendo in ostaggio un tassista" ha detto il procuratore di Parigi Remi Heitz in conferenza stampa. Il tassista ha raccontato che durante il tragitto "lui pronunciava frasi in cui giustificava quello che aveva fatto".

Ma lo sconcerto è ancor più grave se si considera che Cherif Chekatt già in galera, nel 2016, era stato segnalato dall'antiterrorismo francese e indicato come ' fiche S' per violenze e proselitismo religioso.

Come molti altri “soldati dell’Isis” anche Cherif sembra essersi trasformato da piccolo criminale a jihadista in carcere. Nella sua casa sono stati trovati esplosivi e nell’ambito delle indagini due fratelli di Cherif sono stati fermati dalle forze dell'ordine; uno dei due sarebbe schedato con la lettera 'S' che indica individui potenzialmente pericolosi per la sicurezza dello Stato.

Per rimanere sul caso, questo terrorista islamico, era un arabo di origine ma nato in Francia; criminale radicalizzatosi in carcere.

Soggetti pericolosi come lui ce ne sono almeno 20mila in Francia dei quali un quinto viene monitorato costantemente, perché ritenuti pronti a entrare in azione. Un numero troppo elevato per consentire che la prevenzione abbia efficacia.

Del resto proprio la Francia sta scarcerando centinaia di jihadisti potenzialmente pericolosi, uomini che non hanno compiuto atti terroristici, spesso perché bloccati prima dalle forze di polizia, e quindi sono stati condannati a pene lievi ormai scontate.

Il contesto che incoraggia i jihadisti é comune a gran parte dell’Europa. Bruxelles ha di fatto rinunciato a incarcerare i foreign fighters che ritornano a centinaia dai fronti in Iraq e Siria.

Oggi, ancora scossi ragioniamo su quanto successo a Strasburgo, non in una sede politica o istituzionale per punire la detestata casta di politicanti ed eurocrati, ma nelle strade che ospitano un celebre mercato di Natale, meta tradizionale di popolazioni inermi che accorrono anche da lontano, ove si è sparato tra la folla ad altezza d’uomo, per il sadico gusto di ammazzare.

Nel 2016 diffondevamo le raccapriccianti immagini della strage spietata compiuta da un altro magrebino a Nizza il 14 luglio e, prima ancora di quanto successo in più occasioni a Parigi.

La storia della Francia con l’eredità dei possedimenti d’oltremare e la cittadinanza estesa a coloro che migravano da Tunisia ed Algeria in particolare, fa scuotere il capo e mette in allarme coloro che, in paesi come l’Italia ove l’immigrazione ha origini differenti e soprattutto recenti, ogni giorno s’indignano di fronte al buonismo dell’accoglienza estesa e senza condizioni.

Ad iniziare dai farabutti e neghittosi presidi che cancellano, nella loro mission diseducativa, le nostre tradizioni culturali e religiose nelle scuole, per non dispiacere ai piccoli islamici, a scapito degli italiani, per non parlare del torbido ambiente delle cooperative e di ben note entità dedite al volontariato che lucrano sui contributi pubblici.

Ma, a prescindere dall’emotività, un ragionamento obiettivo dovrà prima o poi prevalere in tutt’Europa.

Sta avanzando il mai sopito anelito dell’Islam per cancellare con la violenza, la nostra Civiltà cristiana e la conquista dei diritti inalienabili della Persona, ad iniziare dal ruolo della donna nella nostra società.

Ormai come la Francia insegna, l’impunità o le pene ridotte a criminali e jihadisti facilitano la radicalizzazione e il consolidarsi della presenza eversiva islamica in Europa.

Se l’attentatore del quale dissertiamo appartiene a un genere già noto, anche l’obiettivo non è da meno. Il mercato di Natale in una città simbolo della cristianità, ma anche politico per la presenza del Parlamento Ue era già stato oggetto di un fallito attacco di al-Qaeda nel dicembre 2000. La cellula era stata smantellata dalla polizia tedesca il 20 dicembre di quell’anno con il recupero di decine di chili di esplosivo, mentre tra gli arrestati dell’epoca il capo del gruppo terroristico, l’algerino Mohamed Bensakhria, scontò una pena di 10 anni.

Strasburgo del resto è un “bastione” dell’islam francese fin dagli anni ’90, ai tempi del terrorismo algerino del Gruppo Islamico Armato (GIA).

L’attacco a Strasburgo ha scatenato polemiche in Francia e sui social, anche se il Global Terrorism Index 2018, riporta che lo scorso anno, il numero totale delle morti per terrorismo è diminuito del 27% nel mondo e del 75% in Europa Occidentale rispetto all’anno precedente-

La minaccia jihadista resta comunque elevata e se cala il numero di attentati messi a segno, quelli sventati continuano a creare panico.

Da un lato la sconfitta dello Stato Islamico in Libia, Iraq e Siria ha avuto un impatto forte anche in Europa ma non si può escludere che l’attacco di Strasburgo preluda a una nuova offensiva terroristica in tutta Europa con l’approssimarsi delle festività natalizie.

Abbiamo potuto constatare gli smacchi che subisce la Francia in assenza di un’Intelligence adeguata, mentre in Italia i programmi di Difesa vengono irrisi e rimangono nelle mire di grliini ed estrema sinistra.

Chi sarà in grado di difenderci?

FRANCESCO ROSSA
Presidente Onorario
CIVICO20NEWS

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