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Politica Nazionale

Flavio Briatore: "Se Salvini mi chiama al Governo direi di sì"

12 Agosto
13:00 2019

Flavio Briatore non esclude la politica nel suo futuro. In una lunga intervista a Il Foglio annuncia di avere già pronto il nome del partito: Movimento del Fare.

 

L’imprenditore si dice però pronto anche ad aiutare Matteo Salvini in un Governo a guida leghista, per dare il suo contributo sul turismo: 

 

“Potrei dire di sì, a patto di essere messo nelle condizioni di fare le cose. Il tempo è prezioso, specie alla mia età. Se ne sottraggo un po’ a mio figlio e alla mia famiglia, non voglio sprecare le giornate in commissioni inutili a sentire idioti che non hanno mai viaggiato in vita loro”.

 

Briatore ha le idee chiare sugli obiettivi del suo movimento politico: 

 

“Dobbiamo far ripartire l’economia, creare lavoro, attrarre investimenti. Fosse per me, partirebbero tutti i cantieri, tutte le opere sospese, dal Tav al Ponte sullo Stretto. Eliminerei immediatamente il reddito di cittadinanza e darei agli imprenditori la possibilità di assumere giovani alle medesime condizioni. [...] Se diamo fiducia ai capitali esteri, abbassiamo le tasse e tagliamo un sacco di norme inutili, il turismo diventa vera eccellenza italiana. Il Sud Italia ha tutte le carte per essere la Florida d’Europa, altroché”.

 

Briatore critica il Pd, soprattutto sul piano della comunicazione: 

 

“Quelli del Pd non ne hanno azzeccato una sul piano della comunicazione: dopo il passo indietro di Matteo1, insomma di Renzi, hanno eletto un segretario che somigliava a Gesù Cristo, un giovane nato vecchio, di cui mi sfugge il nome (Maurizio Martina, ndr)”.

 

Per Salvini, invece, tante lodi.

 

“Salvini è uno dei più preparati, è un bravo comunicatore. Adesso fa bene a starsene un po’ fuori, ha solo quarant’anni e una vita davanti”... “Mi pare che quella costituita da Matteo Salvini con il M5s con tanto di ‘contratto’ abbia esaurito la propria funzione: i due non vanno d’accordo su nulla. Gli italiani di chiacchiere ne hanno sentito già troppe. Matteo farebbe bene ad andare per la sua strada: la gente gli manifesta affetto nelle piazze perché si aspetta da lui gesti concreti per dare una scossa al paese con una squadra di gente preparata e capace”. 

 

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