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Roma - Due papi in Vaticano.

E purtroppo anche in Italia.

21 Ottobre
09:00 2017

Ci sono due tipi di Bergoglio, uno buono ed uno cattivo. Quello cattivo si è rifiutato, arrivando in Piemonte, di fare visita a quel paese dell’astigiano, Portacomaro, da cui erano partiti i suoi avi per sbarcare sulle coste dell’Argentina ed iniziare laggiù una nuova vita.

 

E’ lui il cattivo che  caccia senza pietà barboni e mendicanti dal colonnato di san Pietro.

 

E’ancora lui che dilapida nei lussi della casta cardinalizia i fondi miliardari che gli provengono dalla gestione dello IOR, la misteriosa banca vaticana.

 

E’ sempre il Bergoglio cattivo quello che foraggia, con i soldi dell’otto per mille, che i buoni italiani ancora gli versano, il giornale dei vescovi “L’ Avvenire”, diretto da un certo Tarquini.

 

Il quale ha assunto, con il tacito consenso dei prelati, un vignettista che si è distinto come sodale e difensore di quel Cesare Battisti, che uno stato corrotto come quello brasiliano non si decide ad espellere.

 

E’ ancora il Bergoglio cattivo quello che, da perfetto gesuita, accarezza e bacia i bambini nel corso delle sue incursioni in piazza san Pietro, ma che nel contempo ordina che nessuno di quei bambini varchi l’arco delle campane e venga accolto nello stato vaticano.

 

Ed è infine il Bergoglio cattivo quello che si è proposto di governare sull’Italia approfittando della debolezza e della incapacità di reagire degli attuali poveri governanti, ai quali, per mezzo di un proconsole come  Galantino, intende dettare comportamenti ed atti legislativi.

 

 

Primo tra tutti quello sullo ius soli.

 

Sono invece dalla sua parte ed affermano  che c’è un Bergoglio buono, vecchi giornalisti mangiapreti come Eugenio Scalfari, con cui si telefona spesso, opinionisti dei quotidiani di Carlo de Benedetti, intellettualoidi radical scic e quasi tutti coloro che in qualche modo militano a sinistra.

Dicono che è buono perché chiede di accogliere tutti gli immigrati che giungono in Italia.

Anche se qualcuno, più intelligente degli altri, comincia a chiedersi perché un uomo così ricco di buoni propositi e di soldi non voglia dare un esempio, accogliendo ed integrando in Vaticano qualche centinaio di migranti. Sono davvero tanti i palazzi vuoti tra le sacre mura.

 

Qualche volta però il Bergoglio buono incappa in episodi sfortunati. Come quando, mettendosi in coda alla petulante “presidenta” della camera Laura Boldrini, ha stilato un comunicato pieno di amore indirizzato al sindaco di Riace Mimmo Lucano. 

 

L’uomo era stato celebrato in testate straniere ed italiane come il New Tork Times, La Repubblica, La Stampa (Molinari non manca mai) ed il Fatto Quotidiano, come “il sindaco che ha perso la famiglia per accogliere i profughi.”

 

Commovente addirittura la benedizione inviata a quel sindaco dal Bergoglio buono. “Conosco le sue iniziative, lotte personali e sofferenze” aveva scritto. “Le esprimo perciò la mia ammirazione e gratitudine per il suo operato intelligente e coraggioso a favore dei nostri fratelli e sorelle rifugiati.

 

Le porte della mia casa saranno sempre aperte per lei.” 

 

Il Bergoglio benedicente sarà senz’altro buono ma è anche molto, molto sfortunato. Forse ha creduto ciecamente alla rivista FORTUNE, che aveva inserito il Mimmo Lucano tra le quaranta personalità più influenti nel mondo (SIC!).

 

 

Perché il sinistro sindaco di Riace, alias Mimi Capatosta, e alias Mimmo u curdu, che lui ama e benedice è ora messo sotto accusa.

La procura di Locri lo indaga per una serie di reati quali concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello stato e dell’UE, concussione ed abuso d’ufficio.

 

Nel caso venga condannato e poi messo magari ai domiciliari, il sindaco Mimmo Lucano si ricorderà del messaggio del papa argentino. Ma lo coglierà il dubbio che per lui le porte del convento di Santa Marta in Vaticano “siano sempre aperte”.

 

 

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