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Spettacolo

Cristina, la suorina ballerina.

“Civico20” ospita un articolo di Nino Spirlì.

16 Aprile
09:00 2019

E chissà cosa si dicono, in queste settimane, al the delle cinque al Salone Eden in Paradiso, le Sante Fondatrici, le Sante Monache, da Chiara a Ildegarda, da Teresa d’Avila a Teresina di Lisieux, da Caterina a Rita, da Margherita Maria a Giovanna Antida, fino a Bernadette e Teresa di Calcutta… Chissà se quelle gocce di biondo infuso non si siano già tramutate in fiumi di amaro fiele. O di sangue.

Al solo pensiero su come l’abbiano vissuta Loro, la Chiamata, e riflettendo su cosa sia diventata, oggi, la professione di monaca, rabbrividisco con Ognuna di quelle Sante, tante fra le quali, addirittura, Dottore della Chiesa, Esempio perenne di Cristianità pura.

Non trovo che la presenza di una suora sia motivo di scandalo, se il programma televisivo che la ospita si occupa di evangelizzazione o educazione alla fede: trovo inopportuno che una monaca si scateni nel ballo come una “qualsiasi” donna dello spettacolo nel varietà del sabato sera. Perché, in questo caso, di prestazione da donna di spettacolo si tratta.

No, non se ne sentiva la mancanza di un saio, di una veste “sacra”, nel balletto del fine settimana. Si sente l’assenza dei sai nei conventi, nei monasteri. Nei quali, peraltro, all’ora della messa in onda di quel programma, scende il grande silenzio.

Le monache, a fine giornata, devono tacere e pregare. Riflettere, magari. E non andare in giro per balere, seppur televisive.

Mi spiace, suor Cristina: lei ha dei pessimi precedenti, che a noi Cristiani Cattolici hanno fatto molto male. Quando non siano stati, ahimè, l’inizio della fine… Le hanno mai parlato di una suorina belga che, nei confusi anni sessanta, cantava in giro per il mondo con il nomignolo di  Suor Sorriso?

Ebbene, quella poveretta, dotata di una bella voce e di una fede un po’ bislacca, è morta depressa e suicida, dopo essersi liberata del velo per amore di una donna. Dopo di lei, abbiamo avuto monaci canterini, subito “stonacati”, monache tifose, frati e preti indemoniati di modernità sconsiderata.

Non so cosa vi chieda Nostro Signore quando vi chiama, ma noi, semplici fedeli, abbiamo bisogno di Esempi, di Strade da percorrere, di Verità rivelate, non di derelitti da raccattare dopo l’ubriacatura di fama. Ci pensi… E si ritiri in buon Ordine; magari vergognandosi un po’, in compagnia di chi l’ha autorizzata a partecipare ad uno spettacolo di varietà!

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