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Di tutto un po'

Stonehenge in un gesto d’amore

Il racconto vero di un sentimento profondo

13 Febbraio
09:30 2020

E’ praticamente alle porte San Valentino, la festa degli innamorati.
Civico20News vorrebbe raccontare la storia di un uomo innamorato e del suo maestoso gesto romantico che finì per salvaguardare uno dei monumenti preistorici più famosi al mondo.
Stonehenge è il più celebre e imponente cromlech (“circolo di pietra” in bretone).

Oggi è sotto la tutela dell'English Heritage, ma in 5000 anni di storia è passato per molte mani: dopo esser stato annesso a un'abbazia durante il regno di Enrico VIII, passò infatti per una serie di proprietari privati, fino a divenire in possesso della famiglia Antrobus nei primi anni del 1800.

Da quando iniziò la prima guerra mondiale, in pochi mesi, ben tre eredi della dinastia Antrobus vennero uccisi in Belgio.
Rimase solamente un giovanissimo erede, che mise in vendita la maggior parte dei beni di famiglia, compresa la grande tenuta nel Wiltshire. Uno dei lotti era appunto Stonehenge, con 30 acri di terreno adiacente.

Ma l’uomo di cui parliamo in questo articolo si chiamava Cecil Chubb e nacque nel 1876 in Inghilterra, precisamente a Shrewton, a 4 miglia da Stonehnge.
Suo padre, il sellaio del villaggio, riuscì a farlo studiare. Cecil diventò così un brillante avvocato e nel 1902 sposò la facoltosa Mary Bella Alice Finch.

Il 21 settembre 1915, il New Theatre di Salisbury organizzò un’asta.
Mary Bella Alice vi mandò il marito a comprarle un lotto di sedie che le piaceva molto.

Nel catalogo dell’asta, Stonehenge era il lotto 15 ed era descritto come “luogo sacro dedicato all’osservazione e adorazione del sole”. Le offerte partivano da 5000 sterline e salirono rapidamente fino a 6600.
Vi sono diverse versioni su quanto successe all’asta quel 21 settembre. Di certo vi è che lui dimenticò le sedie, acquistò il sito di Stonehenge e lo regalò alla moglie per il suo compleanno.
Lei non gradì il gesto, seppure incredibilmente romantico. Non era interessata a possedere quegli antichi monumenti.

Lui si difese dicendo di averlo fatto oltre che per amore, per ragioni patriottiche. Il suo concorrente all’asta era infatti un ricchissimo americano che voleva comprare antichità in tutto il mondo, per poi smontarle e spedirle negli Stati Uniti.

Il 26 ottobre 1918 Chubb donò Stonehenge alla proprietà pubblica. Con tre condizioni da rispettare: che non siano edificate costruzioni nei dintorni; che gli abitanti del posto abbiano per sempre accesso gratuito al sito; che tutti gli altri paghino non più di uno scellino per la visita.

Le richieste del signor Chubb vengono attualmente rispettate a metà. I cittadini di quelle parti continuando ad entrare gratis, ma gli altri pagano 17.50 sterline.

Nel 1919 il Re d’Inghilterra convocò Chubb, e lo elesse Sir Cecil Herbert Edward Chubb, primo baronetto di Stonehenge.

 

Una bella storia. Un gesto degno di stima per molti versi.
Incredibilmente romantico nei confronti della donna amata e colmo di patriottismo verso il proprio paese.

 

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