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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Il libro di Mirdad capolavoro della spiritualità mondiale.

20 Aprile
10:00 2017

Uno dei personaggi più importanti della spiritualità del secolo scorso, pregno di saggezza e per ciò non certo notissimo, è Mikhail Naimy, conosciuto soprattutto per “Il libro di Mirdad”. Lasciando al lettore  la scoperta delle perle di saggezza in esso contenuto, non parleremo della trama di questo gioiello imperituro, cosa che tra l’altro richiederebbe molto spazio.

Mirdad è un essere perfetto, un “uomo quando è con Dio e un Dio quando è tra gli uomini”. Umile servitore di un monastero abitato da sette monaci ascetici, egli si rivela in realtà il vero condottiero spirituale di questo sparuto numero di religiosi, cosa che suscita l’odio irrazionale del decano del monastero.

Ogni frase contenuta nel libro indica una via sicura verso la realizzazione interiore, e con la sua paradossale logica Naimy praticamente riesce a scardinare la consueta corrente di pensiero che caratterizza il nostro sistema mentale.

“Vivi per morire, o muori per vivere” è una di queste affermazioni sibilline prive di logica consueta. Trattasi in realtà della tanto famosa morte mistica attuata da pochi anche in seno agli ordini monastici.

Questo modo di intendere la dissoluzione in vita dell’essere egocentrico si collega direttamente alla cosiddetta “filosofia perenne”. Un noto detto alchemico afferma infatti che “chi muore quando è in vita non muore quando muore”.

“Chi vorrà conservare la sua vita la perderà, chi vorrà perderla per amor mio la conserverà” è detto nel vangelo. Il libro di Mirdad parla solamente di questo amore universale che ci incita ad abbandonare il nostro stato egocentrico inferiore a favore del Cristo interiore che latente come un seme dorme nei nostri cuori.

Niente in natura nasce se prima non muore al suo vecchio stato. Un seme ne è l’esempio più lampante: sotterrato nei meandri della terra, perde la sua natura embrionale per poi rinascere come pianta o fiore e splendere alla luce del sole fuori dal grembo terreno che gli ha permesso la rinascita.

La morte mistica quindi è una gioioso processo di rinascita interiore, come di una farfalla che esce dal suo bozzolo. Purtroppo questi concetti sono misconosciuti alla stragrande maggioranza delle persone.

Se l’umanità intera capisse queste cose e le accettasse, allora la società umana avrebbe sicuramente un altro aspetto. E’ detto però che prima o poi, incarnazione dopo incarnazione ogni uomo intraprenderà coscientemente questo processo.

A nostro avviso basterebbe leggere e mettere in pratica quello che vi è scritto nel libro di Mirdad, senza aver bisogno di leggere o studiare altre opere, talmente la saggezza in esso contenuta è completa e sufficiente. Invitiamo il lettore quindi  a leggere lui stesso questo “manuale perfetto per amare veramente”.

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