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Lettere al Direttore

Torino - Partono i saldi invernali

Consuetudini che diventano realtÓ consolidate

6 Gennaio
10:30 2018

Egregio Direttore,

Torino è davvero una città strana! Partono i Saldi Invernali, anche se le vendite per i negozi presenti in città sono state condizionate dalla crisi dei consumi, dalla grande distribuzione e dalle vendite online. 

ConfCommercio e ConfEsercenti sperano che le attività commerciali a loro associate recuperano, con i Saldi, quello che non hanno fatto a Natale! 

Ma come può rimanere aperto un negozio che spera di pagare i fornitori , e tutte le altre spese, con le vendite nei Saldi, dove il guadagno è molto ridotto?  E se poi venisse fuori che nelle citate Associazioni di Categoria è presente anche la grande distribuzione che soffoca il piccolo commercio? 

Siamo seri, e diciamo tutta la verità!  Senza dimenticare che se chiudono i negozi, con insegne e vetrine spente, la città muore, e diventa triste e buia!  Se è questo che vogliono i politici che amminastrano la città, la strada è quella giusta a senso unico, cioè senza ritorno!

 

Mariberto

 

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  Carissimo lettore,

l'osservazione che Lei propone in maniera arguta suscita in me la risposta che cela velatamente la mia personale opinione sui saldi di fine stagione, specchietto per le allodole che può essere utilissimo nel ricavare dalla vendita dei prodotti offerti almeno il costo, limitando le perdite, o addirittura guadagnando "sotto mentite spoglie".

Ma si sa che le consuetudini diventano realtà immodificabili per cui ci ritroviamo, come ad ogni tornata "scontata", ad assistere all'assalto alle vetrine di quegli stessi acquirenti che fino al giorno prima si soffermavano soltanto per osservare, ben sapendo che nel giro di pochi giorni avrebbero potuto accedere alla meta con un notevole risparmio.

E'  comunque un'abitudine consolidata e come tale va accettata e presa per il verso della convenienza personale.

Le Associazioni che tutelano il commercio osservano e traggono le conclusioni alla fine della campagna promozionale che pare avere riscontro positivo fra gli esercenti impegnati a far quadrare i bilanci.

Per poi riprendere con i nuovi prezzi di mercato a proporre quel che prima era svendita piuttosto che opportunità.

Il Natale degli acquisti ormai fa parte dei ricordi, belli o meno che dir si voglia, e si torna alle abitudini di tutto l'anno fino ai prossimi saldi cui parteciperanno i superstiti di una politica commerciale che non ho mai condiviso.

La qualità del prodotto non deve essere sacrificata sull'altare del risparmio.

Se no, è semplice operazione economica di cui fanno le spese sempre e solo i medesimi soggetti.

Le luci, creda, ci saranno sempre poichè ad ogni "insegna" che si spegne se ne accende un'altra che dura fino a quando decide, o le fanno decidere, gli amministratori che con balzelli e provvedimenti che rasentano l'assurdo non aiutano certo i commercianti a voler continuare.

Questo è forse il vero problema che confina con la deontologia professionale.

Ma questo è un altro discorso.

 

      Civico20News

     Massimo Calleri

Direttore Responsabile






 


 

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